Si prospetta un ribaltone politico in Kosovo. Le elezioni legislative, che si sono tenuto nel fine settimana, avrebbero sancito il successo dell’opposizione e, in particolare, del movimento «Autodeterminazione» (Vetevendosje), con il 25,70% delle preferenze, e della Lega democratica del Kosovo (Ldk) con il 25,07% e una differenza di 4.775 voti. Terzo, il Partito democratico del Kosovo (Pdk) al quale è andato il 21,15% dei voti.

Un successo dei partiti dell’opposizione che si riflette anche sui loro leader. Grande successo per Albin Kurti di «Autodeterminazione», movimento della sinistra nazionalista, e Vjosa Osmani per l’Ldk, partito moderato di centrodestra. Nel Pdk, partito del quale fa parte il presidente kosovaro Hashim Thaci, è emersa la figura di Kadri Veselj. Gli osservatori ritengono che un nuovo governo potrà essere formato con una coalizione fra le due forze di opposizione che si sono affermate nel voto di ieri.

Chiunque vinca si troverà di fronte problemi enormi. Il Paese, il più giovane dell’Europa, deve far fronte a una stagnazione economica e a una disoccupazione che sfiora il 30% (50% tra i giovani). Una situazione difficile non favorita da un contesto fatto di contrasti etnici tra la maggioranza albanese e la minoranza serba.

CELIM è attivo in Kosovo con «Lavoro e imprenditoria. Promuovere occupazione e microimprenditoria». È un progetto che lavora per favorire l’incontro tra giovani e aziende, potenziare le strutture formative nei centri professionali, supportare i giovani che vogliono creare microimprese e le aziende che intendono assumere giovani.

«In 24 mesi – spiega Valon Mejzini, CELIM Kossovo -, almeno duemila giovani avranno un contatto con le aziende e, si stima, circa 950 troveranno un lavoro in 24 mesi (385 ragazze, il 25% del totale). Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con duemila aziende, 70 tra Ong internazionali e locali e almeno cinque università. Un grande sforzo che può far crescere il Paese e avviarlo su una strada di pace e stabilità».

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