L’Albania scommette sulle risorse energetiche rinnovabili. Entro la fine del 2020, Tirana intende coprire almeno il 30% del suo fabbisogno grazie a impianti che creano corrente pulita dal vento e dal sole. E CELIM sta lavorando per diffondere queste tecniche nelle aree protette di Përmet, Berat e Vlora.

Attualmente, l’Albania, con una popolazione di circa 2,8 milioni, dipende interamente dagli impianti idroelettrici per la sua fornitura di elettricità. Energia pulita che, però, oltre ad avere un forte impatto sull’ambiente, risente molto dei cambiamenti climatici e della variabilità delle precipitazioni. Per questo motivo, Tirana è costretta a importare elettricità dai Paesi vicini.

Negi anni scorsi Triana ha deciso di promuovere le fonti alternative e, pur essendo il principale produttore di petrolio dei Balcani (872mila tonnellate nel 2016), si è impegnata ad aumentare entro il 2020 la percentuale di energia rinnovabile fino al 38% della produzione totale di elettricità.

Per raggiungere questo obiettivo, il governo, che fino al 2017 offriva incentivi solo per l’energia idroelettrica, ha pensato a una serie di agevolazioni e sgravi per gli impianti solari ed eolici. Lo scorso anno il ministro delle Infrastrutture e dell’energia Belinda Balluku ha poi approvato le linee-guida per il collegamento dei piccoli impianti famigliari e aziendali al sistema di distribuzione facilitando in questo modo la produzione di energia elettrica pulita.

«L’Albania ha un potenziale promettente per il vento e il solare – spiega Luciano Bocci, CELIM Albania -. Come Ong, in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, la National Agency for the Protected Areas, l’Institute for National Conservation in Albania, Carbonsink, sta cercando di introdurre impianti di energia rinnovabile per le comunità locali e le piccole e medie imprese».

Attualmente CELIM segue una cinquantina di aziende offrendo loro impainti fotovoltaici e sistemi di depurazione. Sono imprese del settore turistico e agroalimentare che operano nelle aree protette di Përmet, Berat e Vlora.

«Le risorse rinnovabili – conclude Bocci – fanno bene all’ambiente, promuovono la diversificazione energetica e sono sostenibili. Considerando i costi totali, una nuova struttura di generazione di energia rinnovabile è spesso più competitiva in termini di costi rispetto a una struttura di energia convenzionale, a condizione che il calcolo dei costi consideri i costi del combustibile a lungo termine – e ancora di più quando si considerano costi e benefici ambientali».