La scuola è qualcosa di più di un’aula, una cattedra e tanti banchi. È un luogo di crescita umana. Un contesto in cui si pongono le basi per diventare adulti. Sono questi i presupposti sui quali è nato #tu6scuola, progetto che ha preso il via nel 2018 per iniziativa di CIAI che ha coinvolto una rete di 26 partner costituita da quattro Comuni, sei istituti scolastici, undici organizzazioni del terzo settore (tra cui CELIM), tre fondazioni, una società cooperativa profit.

Primi bilanci

A settembre, con l’inizio della scuola, hanno preso il via le attività e ora, giunti a gennaio, è tempo dei primi bilanci. In questi mesi gli operatori di CELIM hanno lavorato su più fronti diversi, tutti legati a esigenze molto sentite nell’ambito scolastico. A partire dall’integrazione dei ragazzi e delle ragazze di origine straniera. Dopo la positiva esperienza fatta nell’estate, CELIM ha condotto una serie di laboratori per aiutare questi studenti a conoscere meglio la grammatica italiana, a crearsi un lessico di base e conoscere meglio Milano, la città in cui vivono. «È un contributo importante – spiega Silvia Jelmini, CELIM Scuola – che vogliamo offrire a chi è arrivato da poco in Italia o, sebbene da tempo qui da noi, abbia necessità di strutturare meglio la propria conoscenza della lingua. È il primo passo verso un processo di integrazione che, necessariamente, sarà lungo, ma che è fondamentale per chi voglia vivere nel nostro Paese».

Non solo sostegno…

Così com’è importante che chi ha difficoltà nello studio, italiano o straniero che sia, possa essere aiutato a colmare le lacune e a imparare un metodo che lo aiuti a studiare. «Da settembre – continua Silvia – abbiamo allestito laboratori di sostegno che hanno aiutato i ragazzi e le ragazze ad affrontare alcune materie colmando le loro lacune. Li abbiamo anche aiutati ad affrontare i testi di studio individuando i passi più importanti indispensabili per apprendere meglio la lezione».

CELIM ha lavorato non solo sul sostegno ai ragazzi, ma anche sui contenuti da offrire loro. In questo contesto, ha organizzato due sessioni una dedicata alla crescita socio-affettiva e l’altra all’ambiente e all’ecologia. «L’aspetto emotivo non può essere trascurato in un percorso di crescita – conclude Silvia -. Attraverso i nostri laboratori abbiamo cercato di stimolare i ragazzi a una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità attraverso un percorso di integrazione corpo-emozione-mente. Ciò favorisce l’ascolto e l’osservazione di sé e degli altri e pone la basi per rapporti reciproci più rispettosi. Sul fronte ambientale, abbiamo voluto costruire percorsi di discussione sulla salvaguardia dell’ecosistema e sull’impronta ecologica». Un impegno che continuerà nei prossimi mesi. Fino alla fine dell’anno scolastico.

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