Il 23 gennaio, è morto Paolo Bergamini. Fisico di formazione, docente di professione, 81 anni, è stato uno dei più assidui volontari di CELIM. Dall’inizio degli anni Duemila fino a pochi mesi fa, il suo contributo è stato prezioso per tutta l’organizzazione. Mancherà moltissimo a tutto lo staff e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.

Il breve ricordo che Davide Raffa, direttore di CELIM, ha denuto nel corso dei funerali che si sono tenuti sabato 25 gennaio alle ore 11 all’abbazia di Chiaravalle (Mi).

Caro Paolo,
abbiamo un’immagine che ci torna in mente quando pensiamo a te. Tu che entri in ufficio con il casco in una mano e una rosa nell’altra. Il casco richiama il tuo scooter su cui ti abbiamo sempre visto arrivare al CELIM; la rosa che donavi a una collega fortuna, senza un motivo, ma solo perché l’hai vista nel tuo giardino e hai pensato a lei.
Spirito giovane, delicatezza e sensibilità. Per uno che non ti conosce sembrano caratteristiche che non ti si addicono: qualcuno di noi ti chiama Paolone per la tua mole e la tua barba.  
Sei capitato al CELIM per tua scelta su suggerimento dell’amico don Giovanni Giudici. Ti sei cimentato con un mondo nuovo e sei riuscito a dare il tuo contributo, immerso nelle tue montagne di fogli che nessuno osava toccare perché contenevano appunti che solo tu sapevi interpretare.
Ti sei fatto apprezzare dai giovani in partenza per l’Africa che hanno appreso da te il Rendi 5 e come quadrare i conti o almeno non andare in rosso. Sei stato un punto di riferimento per loro e una certezza per chi ad inizio mese attendeva il tuo mitico file dei cambi di valuta.
Ci lasci un’eredità fatta di: umiltà, spirito di servizio, discrezione, attenzione all’altro, cura del particolare. Ti siamo grati per quello che hai dato a tutti noi e ci impegniamo a proseguire il tuo servizio con il tuo stile e la tua sensibilità.
Ciao Paolo.