CELIM ha aderito all’appello #CentoXCentoServizioCivile. Un’iniziativa nata per sollecitare un impegno maggiore delle istituzioni nei confronti del Servizio civile. Un impegno che, nonostante il ruolo svolto da centinaia di giovani nel periodo di emergenza del Covid-19, sembra venire meno. 

Nessuno dei 7 emendamenti a sostegno del Fondo Nazionale Servizio Civile è stato approvato in commissione bilancio.

Pertanto, attualmente sono disponibili solo 210 milioni per il 2020 (148 fondi ordinari, 42 residui anni precedenti, 20 ex art. 15 Dl Rilancio salvo modifiche), appena sufficienti per 38.000 dei 63.000 volontari potenziali.

A questi si aggiungono i 53 milioni di Garanzia Giovani, utili per 10.000 volontari, anche se sono stati depositati progetti per appena 3.800 giovani. Forse sarà data la possibilità di usufruire dei fondi non spesi riconvertendo i progetti ordinari secondo i requisiti di Garanzia Giovani.

Non ce lo meritiamo.

Non se lo meritano le centinaia di enti che, pur non ricevendo finanziamenti per progettare e ospitare volontari, hanno presentato un numero record di progetti investendo risorse, tempo e personale, considerato l’ulteriore aggravio di questo anno dovuto alla programmazione triennale. Progetti frutto di duro lavoro, di idee e di passione, abbandonati anonimi tra il silenzio degli archivi.

Non se lo meritano i giovani che in questa crisi hanno dimostrato coraggio e maturità, con l’80% dei volontari in Servizio Civile che, tra coloro che potevano, sono rimasti in prima linea sin dal 10 marzo – senza chiedere nulla in cambio. Giovani che vedono tagliate le proprie opportunità prima dal virus (1 giovane lavoratore su 6 ha perso il lavoro), oggi dal Governo.

Tuttavia, non molliamo: la campagna continua. In base al previsionale della scorsa Legge di Bilancio (approvata prima dello scoppio della crisi), per i prossimi due anni sono previsti appena 100 mln, utili per il minimo storico di 18.000 volontari l’anno.

Più le cose si mettono male, più sentiamo nostro il dovere di opporci e denunciare una visione politica così miope. Ci impegniamo a promuovere un cambiamento culturale, sensibilizzando la popolazione e anzitutto i giovani in Servizio Civile sull’oscuro futuro di questo istituto così come sulle sue potenzialità.

In questo senso, la campagna #CentoXCentoServizioCivile ha raggiunto oltre 250.000 persone con oltre 30.000 visualizzazioni video, a cui si aggiungono i 30.000 volontarie/i informati via mail della grave situazione.

400 tra enti e loro reti hanno aderito alla campagna promossa dalla Rappresentanza nazionale volontari di Servizio Civile, grandi e prestigiose organizzazioni come Arci Servizio Civile Nazionale, Amesci, Caritas Italiana, Focsiv, Legambiente Onlus, Croce Rossa Italiana – Italian Red Cross, Save the Children Italia, Libera Contro le Mafie, il Movimento Nonviolento, la Rete Italiana per il Disarmo, Assifero, UNPLI – Servizio Civile, Federsolidarietà Nazionale, Sbilanciamoci, Acli – Associazioni cristiane lavoratori italiani, Anpas Informa, CESC Project, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Associazione Antigone insieme a tante cooperative sociali, associazioni e pro loco che lavorano quotidianamente sul territorio così come decine di Comuni e Province. Tra tutti questi vi è oltre un quarto degli enti iscritti all’albo SCU, che in tutto rappresentano 12.000 sedi di attuazione tra Italia e 80 Paesi al mondo. Tutto il mondo dei giovani ha aderito: dal Consiglio Nazionale Giovani al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari insieme a tante associazioni giovanili. Il nostro lavoro non è stato invano: il Servizio Civile ha riscoperto la sua unità.

Su queste basi torneremo in autunno ancora più organizzati e decisi nel chiedere che in legge di bilancio il denaro pubblico venga speso per permetterci di adempiere al nostro “sacro dovere di difesa della patria” (art 52 Cost.) dalle guerre sociali che la crisi infiamma, per permettere ai giovani di costruire un futuro più solidale e umano.

Un futuro possibile, solo un po’ più lontano.

Ci arriveremo.