Ragazzi e artisti realizzano un murales tra le vie di Milano
  • L’evoluzione del panorama culturale italiano volge in una direzione sempre più multietnica e ricca di varietà. Questo mette gli insegnanti, gli educatori e i genitori di fronte ad una nuova sfida: creare luoghi di apprendimento e crescita per i ragazzi che siano inclusivi, che rispettino e valorizzino le diversità e le particolarità di ognuno.

    Obiettivi di progetto: creare un senso di appartenenza alla comunità, aiutare i ragazzi a comprendere il valore delle differenze e favorire l’integrazione.

  • 17.600 ragazze e ragazzi tra i 6 e i 25 anni

    1.050 educatori e insegnanti coinvolti

    15 filmati conclusivi realizzati, uno per ogni città dove agisce il progetto

Immaginate di andare a scuola, entrare in classe e vedere una ventina di bambini che vi fissano. Immaginate di vederli giocare e parlare e di non capire quello che dicono.

Questo è quello che prova un bambino straniero appena arrivato in Italia da paesi anche molto lontani, lasciando tutto ciò che gli era famigliare per seguire il sogno lavorativo dei genitori o per sfuggire a pericoli che nemmeno conosce.

Negli ultimi vent’anni, i casi simili sono aumentati esponenzialmente in Italia: c’è stata una profonda variazione nella composizione della popolazione, con una progressiva ed elevata presenza di ragazzi e ragazze di origine straniera. La conseguenza principale è la creazione di classi sempre più eterogenee e composte da giovani provenienti da moltissime realtà, che parlano lingue diverse e hanno valori culturali molto differenti.

Il nome del progetto, “Come l’Okapi”, evoca questa diversità attraverso la figura di un animale che somiglia sia alle giraffe che alle zebre.

Il progetto vuole aiutarli a sentirsi meno spaesati e a costruire un senso di comunità insieme ai loro compagni di classe italiani, per favorire l’inclusione, valorizzare le differenze e le peculiarità di ognuno. Agirà in 60 località sparse nelle 12 province lombarde, coinvolgerà attivamente i ragazzi e non solo: anche i genitori e gli insegnanti giocano infatti un ruolo fondamentale nel percorso verso una società interculturale.

Per coinvolgere i diversi soggetti importanti per una buona crescita dei più giovani, si userà la tecnica dell’Open Space Technology Lab, dove tutti potranno scambiare idee per avere un confronto creativo e positivo.

Non verranno usate lezioni frontali: i ragazzi diventeranno i veri protagonisti partecipando ad attività coinvolgenti e appassionanti come giochi di ruolo e laboratori interattivi, dove poter imparare svagandosi, trasformando le formazioni in momenti di apprendimento ed esperienza divertenti. Immedesimandosi nel ruolo di giornalisti, i ragazzi realizzeranno ricerche e video-interviste che avranno come protagonisti i loro concittadini per raccogliere esperienze e commenti sul tema dell’inclusione e della partecipazione. Continuando questo gioco, i ragazzi diventeranno film maker e grazie all’aiuto dei professionisti di Ed-work realizzeranno un filmato conclusivo da mostrare a tutta la cittadinanza.

Ascolto, dialogo e partecipazione: da qui parte l’integrazione

Gli studenti verranno anche coinvolti attivamente nella progettazione di eventi come concerti, spettacoli teatrali, proiezioni di film scelti da loro in cineforum e organizzazione di mostre.
Infine i ragazzi realizzeranno murales e progetti artistici per condividere le loro idee e valori con tutta la comunità.

  • Mi chiamo Silvia Jelmini e sono la responsabile delle attività educative di CELIM.

Sintesi schematica del progetto

Obiettivo generale del progetto è favorire l’inclusione e la creazione di un senso di comunità, migliorare la capacità di ascolto dei ragazzi e insegnare loro a valorizzare le differenze.

Azioni:

  • laboratorio per migliorare e diversificare la capacità di ascolto e aumentare la comprensione del valore delle differenze; realizzazione di murales conclusivi
  • laboratorio di progettazione partecipata per organizzare iniziative rivolte a ragazzi e adulti della comunità
  • organizzazione di concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, mostre
  • ricerca partecipata sull’inclusione: operatori e ragazzi con la guida di professionisti raccolgono la voce di 3000 cittadini; realizzazione di filmati conclusivi

 

Vuoi leggere il report finale e guardare i video prodotti nell’ambito di questo progetto?
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  • Titolo progetto
    Come l’Okapi – percorsi formativi per favorire il dialogo e superare l’omologazione

    Responsabile progetto
    Silvia Jelmini, celimondo@celim.it

    Date
    aprile 2018/ottobre 2019

  • Partner
    Aspem, Cast, Cbm, Coe, Deafal, Il Sole, Mani Tese, Mlfm, Mmi, Pro.Sa, Scaip, Svi, Acea, Altropallone, Colomba, Compagnia Africana, Comune di Brescia, Comune di Milano, Ed-Work, Elikya, Guardavanti, Isola Solidale, Project for People, Ruah

Finanziatori del progetto

Sostieni il progetto

  • 10€

    per fornire il materiale per un laboratorio

  • 25€

    per noleggiare gli strumenti per la realizzazione del video

  • 50€

    per donare la vernice per un murales di 10 m²

  • 100€

    per garantire un intervento di 4 ore di un educatore esperto in cittadinanza globale

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