In questi giorni abbiamo visitato alcune delle scuole di Paderno, Milano e dintorni coinvolte nel progetto Green School, un percorso che accompagna studenti, studentesse, insegnanti e comunità a trasformare la scuola in un luogo sempre più sostenibile.
Ma che cos’è, concretamente, una Green School?
Una Green School è una scuola che si impegna a ridurre il proprio impatto sull’ambiente e a promuovere comportamenti sostenibili attraverso azioni concrete, misurabili e condivise. Il progetto, attivo in Lombardia dal 2009, nasce proprio con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità ambientale nelle scuole, trasformandole in modelli di buone pratiche e comportamenti responsabili. Il percorso coinvolge studenti, studentesse, insegnanti e famiglie, incoraggiando la partecipazione attiva e la ricerca di soluzioni alle problematiche ambientali.
Green School si fonda sull’apprendimento attivo: bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano facendo, diventando protagonisti del cambiamento. Alle scuole vengono forniti materiali didattici, linee guida, formazione e supporto tecnico per integrare la sostenibilità nella didattica e nella vita quotidiana, fino a ottenere il riconoscimento di “Green School”.
Il progetto lavora su sei pilastri: risparmio energetico, riduzione e corretta gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, riduzione degli sprechi alimentari, risparmio di acqua, ambiente e biodiversità. A questi si aggiunge, in modo trasversale, l’educazione allo sviluppo sostenibile e alla cittadinanza globale, con uno sguardo anche alla relazione tra Nord e Sud del mondo e agli impatti ambientali che ne derivano.
Durante le visite abbiamo incontrato scuole vive, curiose e già in cammino. Ogni azione nasce da domande semplici, ma molto concrete: quante bambine e quanti bambini arrivano a scuola a piedi? Quanti in macchina? Quanta CO₂ possiamo risparmiare se organizziamo una giornata in cui andiamo tutti a scuola camminando? Quanto cibo viene sprecato in mensa? Come possiamo ridurre gli scarti?
La forza di Green School sta proprio qui: osservare, misurare, agire e verificare i cambiamenti. Anche la lotta allo spreco alimentare diventa un percorso educativo: con la pesata degli scarti e attività di sensibilizzazione, ogni classe può diventare “campione del non spreco”, imparando a riconoscere il valore del cibo e delle risorse necessarie per produrlo.
Con gli attrezzi messi a disposizione da CELIM, bambine e bambini hanno seminato piantine da trapiantare nell’orto scolastico, sperimentando il ciclo della crescita e la cura quotidiana della terra. In alcune scuole, le piantine coltivate diventeranno anche occasione per piccoli banchetti di vendita, utili a rendere sostenibile l’orto e ad acquistare nuovi semi, materiali e strumenti.
Ma una Green School è anche una scuola che impara a guardare con occhi nuovi gli spazi che ha intorno. L’osservazione e l’esplorazione del giardino diventano occasioni per riconoscere piante, fiori, insetti, elementi naturali e forme di vita spesso date per scontate. La terra si conosce toccandola, manipolandola, annusandola: anche dipingere con il fango può diventare un modo per avvicinarsi alla natura prima della semina. Rametti, foglie e materiali naturali si trasformano poi in creazioni, giochi e strumenti di scoperta.
Una Green School è quindi molto più di una scuola “attenta all’ambiente”: è una scuola che fa comunità. Studenti, insegnanti, personale scolastico, famiglie e territorio collaborano per ridurre l’impatto ecologico della scuola e diffondere una cultura ambientale responsabile. Le scuole che ricevono il riconoscimento Green School diventano esempi per altre scuole e comunità, contribuendo alla diffusione di buone pratiche replicabili.