Anna Maria tra i banchi di scuola in Algeria nel 1960

È il 1954 quando un gruppo di universitari e di professionisti di Milano dà vita al CELIM – Centro Laici Italiani per le Missioni – con lo scopo di sostenere l’attività missionaria diocesana nel Sud del Mondo.
Comincia così la nostra storia. La storia di una delle prime organizzazioni non governative italiane.

  • Piero Reali, 1987, tra i fondatori di CELIM e presidente onorario a vita (1924-1994)
  • Oggi sicuramente chi si occupa di queste cose non può immaginare in quali condizioni lavoravano i nostri missionari cinquant'anni fa, le cui imprese destano ancor più ammirazione in quanto essi sono passati convinti di aver fatto semplicemente il loro dovere.

Nati come movimento associativo spontaneo, negli anni ci siamo strutturati e siamo cresciuti fino a diventare una ONG iscritta nell’elenco delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e riconosciuta dall’Unione Europea per la realizzazione di programmi a breve e medio periodo nei paesi in via di sviluppo (PVS); selezione, formazione ed impiego di volontari, formazione in loco di cittadini dei PVS e per le attività di informazione e di educazione allo sviluppo.

CELIM rappresenta la storia e la trasformazione di un pezzo di cooperazione italiana. Quella che nasce dalla società civile, ispirata ai valori cristiani.

Pesa dei bimbi: prime attività di assistenza sanitaria integrate a iniziative agricole in Zambia

1954

Da una parte si preparano i laici che intendono offrire alle missioni cattoliche uno specifico contributo professionale attraverso momenti di approfondimento, incontri di spiritualità ed esperienze di vita comunitaria; dall’altro si organizzano la raccolta e l’invio di medicinali e apparecchiature mediche a diretto sostegno delle missioni.
Se ne interessano anche l’arcivescovo di Milano, card. Montini, e mons. Bramati, responsabile dell’ufficio missionario diocesano.

Nel corso degli anni ’60 partono decine di volontari per l’Africa, l’Asia e il Sudamerica: non più solo personale medico ma anche insegnanti, ingegneri e geometri.
CELIM cresce, sviluppa un sistema di borse di studio per la specializzazione di studenti stranieri e nascono gruppi di appoggio in diverse città del Nord Italia (da quello a Bergamo nascerà nel 1964 CELIM Bergamo, oggi organismo indipendente).

  • Ad Lucem, 1958
  • Questo è quanto si propone di fare la nostra associazione: formare dei laici che portino ai popoli assetati di giustizia la speranza di un avvenire migliore basato sui principi della carità, verità e giustizia.
Gruppo di volontari in Zambia all’interno di una comunità locale

1972

L’Associazione viene ufficialmente registrata presso il tribunale di Milano.

Fin dagli anni ’80 CELIM si impegna nell’educazione allo sviluppo in Italia attraverso incontri pubblici e interventi nelle scuole per informare e sensibilizzare.
Si lavora per far emergere gli intrecci economico-politici che legano Sud e Nord del Mondo, chiamando tutti ad essere attori di un vero cambiamento e ad accogliere l’Altro.

  • Dr Piero Corti dall'ospedale di Gulu, Uganda, 1971
  • Non stancatevi di ripetere a tutti, e specialmente ai giovani: il loro aiuto è essenziale. Non basta parlare e discutere del terzo mondo. Occorre l'azione.
Mina, una delle prime infermiere nella Repubblica Centro Africana degli anni ‘80

1982

L’Associazione si dota di una struttura organizzativa più professionale e riceve l’idoneità del Ministero degli Esteri per la realizzazione di programmi nei Paesi in via di Sviluppo.
CELIM decide di favorire il volontariato internazionale non solo di singoli, ma anche di famiglie e giovani coppie: partono famiglie con figli e nascono i loro primi figli “in terra di missione”. Nel 1984 viene organizzato il convegno su “Famiglia e volontariato internazionale. Un ponte fra mondi e culture diverse: scelta possibile o utopia?”.

Cresce l'importanza della specializzazione e della preparazione tecnico-professionale oltre che umana: un “saper fare” sempre unito ad un “fare con”.

Negli anni ’90 partono nuove attività in Africa che spaziano dal campo sanitario a quello agricolo, dalla formazione professionale al microcredito, sempre sottesi da una strategia collaborativa: l’accento è sull’autosviluppo dei beneficiari e sull’autosostenibilità dei progetti, che i partner devono essere in grado di gestire autonomamente una volta terminato l’intervento di CELIM.

  • Celestino Abbiati, Repubblica Centrafricana, 1990
  • È lo scambio di semplici esperienze di vita che favorisce a piccoli passi il dialogo e la comprensione tra i popoli. La vera promozione umana è mettersi interamente al servizio nel rispetto della cultura e dei costumi locali.
Marco in visita alla mostra del giocattolo africano presso lo spazio CeliMondo

2000-2001

C’è tuttavia la consapevolezza che un vero sviluppo del Sud senza un cambiamento di mentalità del Nord sia impossibile.
Nasce dunque, nel 2000, CeliMondo, che porterà il mondo a scuola e nelle case della gente. Si tratta di uno spazio educativo nel cuore di Milano in cui l’ONG organizza percorsi didattici e laboratori creativi per le scolaresche e incontri informativi per tutta la cittadinanza.
L’anno successivo, CELIM riceve anche l’idoneità del Ministero degli Esteri per l’attività di educazione allo sviluppo.

  • Mariangela Querin, responsabile del settore educativo dal 1993 al 2010
  • Il viaggio si compie anche dentro di sé, tra pregiudizi e stereotipi da scrollarsi di dosso.

Dopo il 2010 seguono anni faticosi in cui CELIM subisce un forte ridimensionamento, in termini di volume di attività e di organico. In Italia lo spazio CeliMondo viene chiuso nel 2012 per la mancanza di copertura economica; le attività di Educazione alla Cittadinanza Mondiale tuttavia continuano nelle aule scolastiche e negli spazi comunali, con percorsi interculturali o di italiano come lingua seconda.
All’estero, intanto, il personale in partenza è sempre più professionalizzato e qualificato.

La grande famiglia CELIM abbraccia anche i Balcani

2014

CELIM spegne 60 candeline. In 60 anni sono partiti più di 300 volontari, soprattutto per l’Africa ma anche per l’Asia, il Sud America e i Balcani. 60 anni di impegno, di progetti e di storie, indissolubilmente legati alle vite dei volontari.

  • Matteo Crovetto, presidente CELIM dal 1994 al 2015
  • I primi volontari sono stati dei pionieri e degli eroi, partendo senza alcuna tutela, forti solo dell'entusiasmo e della volontà di rendersi disponibili per dei fratelli lontani. Oggi, spegnendo 60 candeline, continuiamo a dedicarci a questo con slancio ideale e forti riferimenti di valore, ma anche con serietà, impegno e nuove competenze.

CELIM, Ambasciatori di Milano nel mondo: tutte le interviste realizzate per il 60°

Oggi CELIM è sostenuta da centinaia di donatori, appoggiata da un gruppo di personalità del mondo accademico, imprenditoriale e religioso che ne condivide i valori e i principi ispiratori. È affiancata da enti, università, aziende ed associazioni in Italia e nei Paesi in cui opera, aiutata da decine di volontari: persone che credono in quello che facciamo e nel modo in cui lo facciamo.
Fa parte di FOCSIV-Volontari nel Mondo, la più grande federazione di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana e, della rete di ONG lombarde, CoLomba.

Negli anni, insieme alla trasformazione dell’Organismo – da movimento associativo volontario ad organizzazione non governativa – anche la rivista ha mutato destinatari, contenuti e periodicità. Oggi è un semestrale, inviato ai donatori e simpatizzanti, per testimoniare attraverso testi e immagini quello che CELIM fa, in Italia e all’estero.

CELIM è annoverato all’interno di Info Cooperazione, riferimento autorevole in termini di resoconto e trasparenza sulle ong e associazioni che lavorano nel settore della cooperazione e nell’aiuto umanitario.