Sono stati giorni intensi e movimentati quelli che, a Rimini, hanno visto i rappresentanti di due cooperative keniote arrivare in Italia per far conoscere il proprio caffè e il lavoro che c’è dietro ogni tazza. Dal 16 al 20 gennaio 2026, al SIGEP, hanno portato storie, profumi e competenze maturate nei territori rurali del Kenya, confrontandosi per la prima volta con un pubblico internazionale di operatori del settore.

Si tratta della Kagaari North Farmers Cooperative Society Limited, attiva dal 1979 nella contea di Embu, e della Gititu Coffee Growers Co-operative Society, che dal 1954 lavora a Kiambu, entrambe con un’attenzione costante alla tutela della terra e alla sostenibilità delle pratiche agricole. Si tratta di due cooperative supportate dal progetto Caffè Corretto, promosso da CELIM insieme a IPSIA e Caritas Nairobi, con l’obiettivo di rafforzare la filiera del caffè e valorizzare il lavoro dei produttori locali.
Questa partecipazione è stata resa possibile grazie al supporto di AICS Nairobi e della Italian Trade Agency, che hanno sostenuto la presenza delle cooperativei. Un lavoro condiviso che ha permesso di accompagnare le cooperative in un contesto complesso e altamente competitivo.
Cinque giorni intensi, fatti di incontri, degustazioni e scambi continui. Non solo visibilità, ma soprattutto occasioni concrete per capire come il proprio caffè viene percepito, quali domande arrivano dal mercato e quali passaggi sono ancora necessari per rafforzare il posizionamento internazionale del caffè keniota. In un paese dove la produzione di caffè resta una componente centrale dell’economia rurale, confrontarsi con operatori da tutto il mondo rappresenta un passaggio chiave.

Un elemento centrale dell’esperienza è stato il lavoro allo stand: baristi e cupper, insieme ad Alessio Baschieri, hanno affiancato le cooperative con momenti di formazione pratica e presentazione del prodotto. Particolarmente apprezzato l’evento di cupping “La geografia dei sapori”, che ogni giorno ha proposto sei caffè provenienti da sei Paesi africani diversi, permettendo ai visitatori di confrontare profili, aromi e caratteristiche in modo diretto.
A raccontare il valore di questo percorso è Francesca Franzetti, responsabile CELIM in Kenya, presente in fiera insieme alle cooperative:
Durante il SIGEP sono stati avviati numerosi contatti, anche grazie al confronto con le cooperative provenienti da altri Paesi africani sostenuti da ITA: Etiopia, Uganda, Ruanda, Tanzania e Costa d’Avorio. Un contesto che ha favorito lo scambio di esperienze e la costruzione di relazioni, oltre la singola fiera.
Per Caffè Corretto, il SIGEP rappresenta un passaggio concreto dentro un percorso più ampio: rafforzare le cooperative, sostenere una produzione di qualità e creare le condizioni perché il caffè keniota possa trovare spazio nei mercati, senza perdere il legame con i territori e le persone che lo producono.
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