C’è una frase che più di tutte racconta il senso della mattinata passata con il Consiglio Municipale dei Ragazzi e delle Ragazze del Municipio 6: “Siamo un ponte tra i bisogni dei ragazzi e delle ragazze e il municipio”, ha risposto Viola quando le abbiamo chiesto che cos’è il Municipio dei ragazzi e delle ragazze. 

Gli incontri dei Municipi sono parte del progetto CONSIGLIAMI, un percorso di cittadinanza attiva che coinvolge studenti e studentesse delle scuole del territorio. Eletti nelle proprie classi, rappresentano la scuola nei municipi locali, portando idee, proposte e bisogni reali all’interno delle istituzioni.

CELIM porta avanti il lavoro nei municipi dal 2012, accompagnando i gruppi di ragazze e ragazzi tra i 9 e i 13 anni in un percorso che non è solo educativo, ma profondamente trasformativo: imparare come funziona la democrazia, esercitarla, renderla concreta. Gli incontri del Consiglio non sono simulazioni: sono spazi in cui si costruiscono proposte capaci di incidere davvero sul quartiere.

Un percorso sulla pace, a partire dall’ascolto

Quest’anno il Consiglio sta lavorando su un tema forte e necessario: la pace. Non come parola astratta, ma come esperienza da comprendere e raccontare al proprio territorio.

Per farlo, martedì 10 febbraio le ragazze e i ragazzi del Municipio 6 i hanno incontrato Khalid Abaker, autore del libro Dalla terra del dio serpente al C.A.R.A Milano. Nel suo racconto attraversa la vita in Sudan, la guerra, la fuga nel 2017, il viaggio nel Mediterraneo e l’arrivo al centro di accoglienza richiedenti asilo di Milano.

Le domande dei ragazzi e delle ragazze sono state tante, dirette, profonde.
Quante persone sono fuggite dal Sudan? Come si vive in guerra? Cosa significa essere profughi?  Cosa ti ha colpito di più dell’Italia?

Khalid ha portato i ragazzi e le ragazze in un racconto fatto di cartine geografiche, dati e storie. Ha raccontato la storia del suo paese, fino al suo arrivo al centro di accoglienza. All’inizio era convinto che la porta fosse chiusa, e non potesse uscire, come spesso accade nei contesti che conosceva. Per uscire ha scavalcato il muro. Il giorno dopo ha scoperto che la porta era sempre rimasta aperta, scoprendo una libertà inattesa. 

Le parole che sono tornate più spesso durante l’incontro sono state unione e democrazia. Cosa è più forte per la pace: unirsi o dividersi? Domande che non restano sospese, ma diventano materiale vivo per il lavoro dei ragazzi e delle ragazze. 

Dalla parola all’immagine: progettare un murale di pace

La mattinata è andata avanti con l’incontro con l’artista FRODE, che sta accompagnando il Consiglio nella realizzazione di un murale sul tema della pace. Si parte sempre da un foglio, dal piccolo. Poi arriva la sfida: tradurre quell’idea in verticale, su un muro vero, con spray e rulli. Il muro è uno spazio pubblico, e l’arte pubblica deve dialogare con lo spazio urbano, essere “site specific”, integrarsi con l’ambiente.

FRODE ha invitato i ragazzi a partire dalle proprie emozioni: Cosa evoca in voi la parola pace? Cosa vi spaventa della guerra?

L’obiettivo non è trovare un’immagine perfetta, ma costruire una mente comune, una visione collettiva in cui ciascuno possa riconoscere il proprio contributo – manuale, emotivo, di pensiero. Un’opera che parli al quartiere e lo interroghi.

Cittadinanza attiva che genera cambiamento

Quella a cui abbiamo assistito è solo una delle tante attività del progetto. Eppure qui si costruisce qualcosa di fondamentale: la capacità di partecipare, ascoltare, dialogare, trasformare.

Il Consiglio Municipale dei Ragazzi e delle Ragazze non è un esercizio simbolico. È un laboratorio di democrazia reale, in cui si impara che le istituzioni possono essere attraversate, che le parole possono diventare proposte, che la pace può essere pensata e a volte anche dipinta.

 

Il progetto Capofila del progetto è ABCittà, in partnership con Ambiente Acqua APS, Fondazione Aquilone e CELIM, finanziato dal Comune di Milano.