La risoluzione approvata dall’Eurocamera chiede una moratoria immediata su nuove autorizzazioni, costruzioni e interventi di sviluppo nelle aree protette albanesi. Un richiamo netto che conferma le denunce avanzate da CELIM e dalla società civile sul caso di Vjosa-Narta.
Il Parlamento europeo prende una posizione chiara a difesa delle aree protette dell’Albania. Nella risoluzione sul percorso di adesione del Paese all’Unione europea, approvata il 17 giugno, l’Eurocamera esprime forte preoccupazione per le modifiche legislative che hanno indebolito la protezione del patrimonio naturale albanese e per quanto sta avvenendo nell’area protetta di Vjosa-Narta.
La risoluzione interviene direttamente su questioni che CELIM, insieme alle organizzazioni della società civile, agli esperti ambientali e a migliaia di cittadini albanesi, denuncia da mesi: l’estensione della Legge sugli investimenti strategici, le modifiche del 2024 alla Legge sulle aree protette e l’avanzamento di progetti turistici di grandi dimensioni in territori dall’elevatissimo valore ecologico.
Il Parlamento europeo deplora l’estensione della Legge sugli investimenti strategici del 2015. La normativa permette infatti procedure autorizzative accelerate e controlli ambientali ridotti, con il rischio di compromettere aree protette e altri territori particolarmente sensibili.
L’Eurocamera chiede inoltre l’abrogazione delle modifiche introdotte nel 2024 alla Legge sulle aree protette https://khancreations.com/best-instagram-usernames-for-boys/. Gli emendamenti consentono la realizzazione di grandi infrastrutture turistiche anche all’interno di queste aree e trasferiscono importanti competenze decisionali e di governo del territorio al Consiglio nazionale del territorio, indebolendo ulteriormente i meccanismi di controllo ambientale.
Particolarmente significativa è la richiesta rivolta alle autorità albanesi di introdurre immediatamente una moratoria su tutte le nuove procedure autorizzative, sui lavori di costruzione e sugli interventi di sviluppo nelle aree protette.
Secondo il Parlamento europeo, la sospensione dovrà restare in vigore fino all’eliminazione delle disposizioni incompatibili con la tutela della natura e fino a quando la normativa albanese non sarà pienamente conforme agli standard europei.
La risoluzione stabilisce inoltre che ogni progetto previsto nell’area debba essere sottoposto a una valutazione completa dell’impatto ambientale, pienamente conforme agli standard europei.
Queste valutazioni non potranno limitarsi a un adempimento formale o intervenire quando i lavori sono già iniziati. Dovranno prevedere un processo pubblico trasparente, con il reale coinvolgimento delle comunità locali, della società civile, del mondo scientifico e degli esperti indipendenti.
Una richiesta che contrasta apertamente con quanto osservato finora a Vjosa-Narta, dove interventi dagli effetti potenzialmente irreversibili sono stati avviati in un contesto caratterizzato da opacità, informazioni contraddittorie e assenza di un’effettiva partecipazione pubblica.