In Zambia, spesso, il parto porta alla morte del bambino o della madre.
Parti a termine o prematuri, aborti incompleti e malattie infiammatorie pelviche sono infatti le cause più frequenti di ricovero. Per questo i medici del Mtendere Mission Hospital lavorano ogni giorno per rendere la nascita un momento di gioia.
Obiettivi di progetto: ridurre il tasso di mortalità materna e infantile, garantendo l’accesso ai servizi e la qualità dell’assistenza, specialmente nel distretto meridionale di Chirundu, attraverso la formazione del personale medico e l’assistenza alle 8 cliniche rurali che fanno riferimento all’unico ospedale della zona.
60.000 posti letto,
il bacino di utenza del Mtendere Mission Hospital
4.200 donne
possono accedere al reparto maternità
40 professionisti
del personale medico formato
La maggior parte delle donne in Zambia ancora non ha istruzione, vive nei villaggi e dedica la propria vita alla gestione della casa, al marito e ai figli. Le donne gravide non vengono in ospedale per accertarsi che tutto stia andando bene o per partorire: non ne vedono il motivo o non ne hanno la possibilità; il viaggio che le attende sarebbe infatti lungo, spossante e costoso.
Le complicanze nella gestazione, se non rilevate e curate per tempo, possono d’altra parte portare a seri problemi sia alla madre sia al feto; se poi durante un parto tra le mura domestiche, insorgono sofferenze fetali, emorragie o altri problemi, nessuno ha gli strumenti per affrontarle.
In Italia una donna incinta è sottoposta a esami ed ecografie obbligatori, è regolarmente monitorata dal suo ginecologo e il momento del parto è altamente medicalizzato. Anche le donne con più difficoltà economiche hanno diritto all’assistenza e alle cure di professionisti presso ospedali e consultori.
I dati parlano chiaro: il rischio di mortalità materna è di 4 donne ogni 100.000 nascite in Italia e di 224 su 100.000 nascite in Zambia!*
* fonte “Trends in Maternal Mortality: 1990 to 2015” UNICEF, OMS, UNFPA, Banca Mondiale e Divisione Popolazione delle Nazioni Unite
Ieri è nata la piccola Gift di parto cesareo. La giovane madre, al suo secondo parto, mi ha detto di aver assistito ad una piccola rappresentazione al mercato del suo villaggio dove un ragazzo che si atteggiava da dottore e una ragazza che si fingeva incinta spiegavano con scenette anche abbastanza comiche l’importanza dei controlli pre-parto. Così, alla fine ha chiesto loro qualche informazione e, seguendo il loro consiglio, ha deciso di recarsi presso la clinica del villaggio vicino. Qui un’ostetrica le ha diagnosticato l’ipertensione e l’ha fatta trasferire da noi perché siamo i soli, nella zona, ad avere una sala operatoria attrezzata e il personale preparato per i parti prematuri.
Il viaggio dalla sua capanna all’ospedale è stato organizzato dai nostri volontari che regolarmente si recano nei villaggi del Distretto.
Abbiamo dovuto operare con estrema cautela anche perché la donna è sieropositiva e il rischio di contagio soprattutto per la neonata era molto alto: fortunatamente qui al MMH siamo attrezzati anche per questo.
Tutto è andato bene e la bimba è stata subito ricoverata nel reparto dedicato ai nati da madri HIV-positive: qui la assisteremo fino al compimento del 2° anno.
Campagna del 2011 a sostegno del reparto materno-infantile anti HIV dell’Ospedale di Chirundu
L’Africa è anche questo: un inno alla vita, a dispetto di ogni povertà.
Sintesi schematica progetto
CELIM, da anni a fianco del Mtendere Mission Hospital, intende ridurre il tasso di mortalità materna e infantile nel Distretto di Chirundu:
Questo sarà possibile attraverso:
Titolo progetto
Migliorare la qualità e l’accesso ai servizi di salute materna e neonatale nel Distretto di Chirundu – Zambia
Responsabile progetto
Gianclaudio Bizzotto celim.zambia@celim.org.zm
Date
Maggio 2016/maggio 2017
Partner
Mtendere Mission Hospital
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