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    Olio e olive di qualità

    Migliorare l'olivicoltura nel Libano meridionale

Raccolta olive in Libano
  • Nel Distretto di Hasbaya, nel Libano meridionale, si producono grandi quantità di olio. Una parte importante del prodotto rimane però invenduta a causa della sua scarsa qualità e degli alti costi. Gli scarti della lavorazione della filiera, inoltre, vengono riversati, senza essere smaltiti, nel fiume Hasbani o sui terreni agricoli. Si crea quindi una situazione ambientale insostenibile a fronte di un’attività economica poco o nulla redditizia.

    Obiettivo del progetto: migliorare l’efficienza produttiva, creare uno stabile accesso ai mercati estero e interno, ridurre l’impatto ambientale.

  • 587 olivicoltori raggiungeranno l’efficienza produttiva

    Due cooperative di donne riceveranno sostegno tecnico

La quantità di olio prodotta è elevata, ma la qualità è scarsa

Il Libano Meridionale possiede un clima mite e terre adatte alla coltivazione delle olive. La produzione però sconta le difficili condizioni in cui, anche dopo la fine dell’occupazione israeliana, vive la regione.

«Il Distretto di Hasbaya – spiega Davide Raffa, direttore CELIM – è una zona controllata da Hezbollah, il partito degli sciiti libanesi. Per anni, la regione è stata occupata dalle forze armate israeliane, che ne avevano fatto una zona cuscinetto per evitare attacchi improvvisi al loro Paese. Questa occupazione ha isolato l’area e non ne ha favorito lo sviluppo. L’area continua a essere isolata. È come se il Libano non la sentisse ancora veramente sua. Mancano vere politiche agricole che favoriscano la crescita del settore delle olive e dell’olio».

Serve quindi un sostegno finanziario e un’assistenza tecnica che permetta di migliorare in termini qualitativi e quantitativi la produzione. Una delle principali sfide che il settore dell’olio d’oliva locale deve ancora affrontare è la mancanza di standard applicati dal governo, che lascia il mercato vulnerabile all’assalto di olii di oliva scadenti o contraffatti. Inoltre, la rete di commercializzazione e distribuzione dell’olio è debole, il che impedisce agli agricoltori di vendere i loro prodotti ai prezzi giusti. Ciò provoca un surplus di olio d’oliva alla fine del raccolto che non si riesce a smaltire neanche attraverso l’esportazione.

I principali problemi della filiera sono:

  • la scarsa qualità dell’olio rispetto ai prezzi attuali di vendita
  • un prodotto non competitivo sui mercati
  • l’insostenibilità ambientale della filiera caratterizzata da grandi volumi di scarti, solidi e liquidi, che vengono poi riversati, senza essere smaltiti, nel fiume Hasbani o sui terreni agricoli
Raccolta di olive in Libano

Il progetto, realizzato in collaborazione con Ingegneria senza Frontiere e Chico Mendes Onlus, ha come controparti locali El Khalil Foundation, Lebanon Agricultural Research Institute. L’obiettivo è il miglioramento delle condizioni di 2.935 contadini delle aree rurali del Sud del Libano. In particolare, si lavorerà con undici cooperative (di cui due di donne) e dieci frantoi.

Il progetto si muoverà in tre direzioni:

  • raggiungere l’efficienza produttiva per 587 olivicoltori attraverso un migliore rapporto qualità prezzo (riducendo il costo di raccolta e produzione e incrementando la qualità dell’olio)
  • favorire uno stabile accesso al mercato interno e a quello estero
  • riduzione dell’impatto ambientale (eliminando gli scarti solidi non riciclati e il liquido vegetale) e aumento dei sistemi di controllo sugli sversamenti illegali

 

  • Mi chiamo Antonio Buzzelli e sono il rappresentante CELIM in Libano

Dal punto di vista tecnico, il progetto mira quindi a rafforzare le capacità delle cooperative di realizzare un prodotto che abbia standard qualitativi che rispettino i parametri internazionali. Standard che verranno mantenuti modernizzando le attrezzature e le tecniche a disposizione degli agricoltori.

Per evitare che si creino effetti assistenzialistici, agli olivicoltori sarà chiesta una compartecipazione finanziaria alla creazione dei fondi a disposizione e al pagamento delle analisi qualitative dell’olio. Alle istituzioni locali non saranno chiesti contributi e, anzi, beneficeranno delle strutture che verranno realizzate sul territorio.

  • Titolo progetto

    Olivicoltori e cooperative di Hasbaya per un marchio di qualità

    Responsabile progetto
    Alessandro Salimei, lebanon@celim.it 

     

  • Date
    ottobre 2019/ ottobre 2022

    Partner
    – El Khalil Foundation
    – Lebanese Agricultural Research Institute
    – Ingegneria senza Frontiere
    – Chico Mendes Onlus

Finanziatori del progetto

Sostieni il progetto

  • 20 €

    aiuti la formazione delle contadine

  • 80 €

    finanzi i controlli di qualità dell'olio

  • 150 €

    migliori i sistemi di controllo contro gli inquinatori abusivi

  • 300 €

    contribuisci alla bonifica del fiume Hasbani

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