Discariche a cielo aperto sono la normalità a Quelimane
  • A Quelimane, nel Nord del Mozambico, l’enorme produzione e la scarsa gestione dei rifiuti stanno provocando devastanti danni ambientali e costringendo gli abitanti a vivere in pessime condizioni igienico-sanitarie.

    Obiettivi di progetto: rafforzare la cooperazione tra le autorità locali, la società civile e il settore privato nella raccolta e nella gestione dei rifiuti solidi urbani. In particolare, sostenere l’azienda municipale incaricata della gestione dell’immondizia e creare piccole e medie imprese da coinvolgere in attività legate alla raccolta, al compostaggio e al riciclaggio.

  • 8 micro-imprese create per la raccolta, il riciclaggio della plastica e il compostaggio

    1338 persone formate
    su tematiche ambientali

    193.343 abitanti della città
    beneficiari ultimi delle attività

Piccole o grandi discariche a cielo aperto in quasi tutti gli angoli delle strade, l’odore sgradevole e penetrante della spazzatura in decomposizione, la presenza di insetti e ratti tra gli scarti della vita quotidiana delle famiglie, dei ristoratori e dei negozianti. Questa è la prima impressione che rimane indelebile, nella memoria e nelle narici, di chi visita Quelimane, la quarta città del Mozambico.
Fuori dal centro cittadino, il liquame penetra nel suolo, inquinando il terreno e le falde acquifere.
Tutto questo, oltre a costituire un enorme danno ambientale, rappresenta anche un forte rischio per la salute degli abitanti.

"Proibito gettare la spazzatura”: il divieto rimane inascoltato

La città di Quelimane, che oggi conta 44 quartieri, si sta espandendo a ritmo sostenuto.  Più residenti producono più rifiuti ma cassonetti e cestini sono insufficienti e il servizio di raccolta è disorganizzato; i cittadini stessi, inoltre, si dimostrano troppo spesso negligenti.
Vedo quotidianamente persone che frugano a mani nude nella spazzatura, tra scarti di cibo, carte e bottiglie di plastica, alla ricerca di qualcosa da riutilizzare: una donna recupera vettovaglie spaiate da portare a casa, un bambino si prova una maglietta logora, una ragazza prende un paio di scarpe troppo grandi per lei.

La gente recupera il possibile tra i rifiuti
La gente recupera il possibile tra i rifiuti
La gente recupera il possibile tra i rifiuti

E’ necessario operare su più fronti: da una parte attraverso la distribuzione di mezzi per la raccolta e il trasporto del pattume, oltre che di contenitori da installare in luoghi strategici della città, come mercati e fermate degli autobus; dall’altra attraverso la formazione tecnica degli operatori del settore e la sensibilizzazione della popolazione sull’importanza del corretto smaltimento dei rifiuti e sulle conseguenze igienico-sanitarie di un ambiente malsano.

Crediamo che la collaborazione tra enti locali, società civile e imprese private nella gestione dei rifiuti possa stimolare processi di sviluppo locale e di buon governo.

Incontreremo studenti di 7 scuole; organizzeremo attività teatrali e diffonderemo spot radiofonici per sensibilizzare un grande pubblico sul rispetto dell’ambiente e la riduzione della spazzatura. Formeremo 274 tra operatori ecologici, membri di associazioni e contadini sul corretto smaltimento dei rifiuti, sul riciclo della plastica e sul compostaggio degli scarti organici; sosterremo, infine, la creazione di piccole imprese attraverso micro-crediti accompagnati da formazioni tecniche e costante assistenza.

6 micro-imprese si occuperanno della raccolta e della selezione dei rifiuti: una riciclerà la plastica e un’altra trasformerà la frazione organica in compost. Queste attività non solo miglioreranno le condizioni igienico-ambientali della città, ma rappresentano anche un’importante opportunità di impiego e dunque di sostentamento per circa 60 famiglie.

  • Mi chiamo Marco Andreoni, ho 42 anni, 26 trascorsi in Africa, e sono responsabile del progetto.

Sintesi schematica del progetto.

Di fronte all’insufficiente e inefficiente raccolta dell’immondizia e all’assenza di un sistema di differenziazione e riciclaggio nella municipalità di Quelimane, CELIM intende migliorare le condizioni igienico-ambientali nella città africana rafforzando la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti (autorità locali, società civile e settore privato).
Si prevede:

  •  l’ampliamento e il miglioramento dei servizi di raccolta in carico all’impresa municipale principalmente attraverso la formazione degli addetti e la fornitura di mezzi e contenitori;
  • la creazione di micro-imprese legate alla gestione e al riciclaggio di rifiuti, in particolare plastica e materiale organico, attraverso servizi micro-finanziari per i primi investimenti, attività di formazione e assistenza, fornitura di mezzi e attrezzature di lavoro;
  • la costruzione e l’equipaggiamento di un centro di compostaggio e un centro per il trattamento della plastica e la formazione tecnica del personale;
  • il coinvolgimento della società civile attraverso campagne di sensibilizzazione, materiale divulgativo ed educazione ambientale nelle scuole;
  • la promozione dell’uso di compost tra i contadini.
  • Titolo Progetto
    Tutela e risanamento dell’ambiente urbano e suburbano a Quelimane

    Responsabile Progetto
    Marco Andreoni, mozambique@celim.it

    Date
    dicembre 2016/aprile 2019

  • Partner
    Comune di Milano, CeTAmb LAB, Consiglio Municipale della Città di Quelimane, AMSA, SAMcom

    Download

    Brochure

     

Finanziatori del progetto

Sostieni il progetto

  • 15€

    per distribuire attrezzi e sementi ai contadini partecipanti alla formazione sull’uso di compost

  • 80€

    per distribuire utensili per la raccolta della spazzatura

  • 120€

    per acquistare una termosonda per monitorare il processo di compostaggio dei rifiuti

  • 500€

    per contribuire all’acquisto di una pressa per plastica

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